martedì 25 luglio 2017

SARDEGNA: QUANTO SPENDONO I TURISTI STRANIERI? TANTO PER TRASPORTI E ALLOGGIO, POCO PER IL RESTO

Sassari 25 luglio - La stagione estiva è il momento migliore per parlare di turismo, sperando che l'anno successivo non sia peggiore di questo.
Secondo il rapporto della Confederazione Nazionale dell'Artigianato (CNA) nel 2016 sono giunti in Sardegna 680 mila visitatori stranieri che hanno speso complessivamente 620 milioni di euro. A beneficiare degli introiti maggiori sono senza dubbio gli albergatori.
Negozi e ristoranti nel centro di Alghero
Il 44% delle presenze infatti ha optato per alberghi, villaggi e resort, nei quali si è fermato in media 10 notti e per i quali ha speso la metà del budget delle vacanze, circa 50 euro a notte compresi i pasti consumati all'interno delle strutture, contro i 19 euro della Calabria ma in linea con Sicilia e Toscana. 
La cifra lievita fino a toccare un negativo 72% se ai pernottamenti si aggiungono le spese di viaggio, sia per raggiungere l'isola che per spostarsi al suo interno. In pratica una grossa fetta di quei 620 milioni se ne va per dormire e per spostarsi.
Questo evidenzia un dato poco confortante: viaggio e permanenza esauriscono gran parte della spesa preventivata per le vacanze e l'indotto deve accontentarsi di quel poco che rimane.

Alla ristorazione esterna agli alberghi è destinato un misero 15% mentre lo shopping si aggiudica l'8,4% , circa 100 euro per ogni viaggiatore, meno di Calabria, Campania e Abruzzo. Il tasto dolente è la spesa per le attività di svago e culturali al di fuori delle strutture ricettive: uno scarso 5%, circa 56 euro a testa.
L'analisi della CNA mette in evidenza un dato impietoso, che le piccole imprese del settore fanno fatica a beneficiare dell'economia legata alla presenza di turisti stranieri.
Una carenza che secondo la stessa Confederazione dell'Artigianato potrebbe essere colmata con una seria promozione dell' immagine della Sardegna all'estero, che superi il cliché della "vacanza nel resort", e con la pianificazione regionale e locale per migliorare l'offerta culturale e ricreativa.

Invitare insomma i visitatori stranieri a non fossilizzarsi a bordo piscina e scoprire tutte le alternative per cui valga la pena aprire il portafogli.

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